martedì 30 novembre 2010

Care/i tutte/i,
Vi inviamo in allegato una riflessione che Stefano, Sociodella nostra Associazione, ha tratto dalla sua personale esperienza vissutaquesta estate in Mozambico, visitando la Missione dei Servi di Maria di Matolaretta da p. Pietro Andriotto.
E’ un articolo interessante, che vi invitiamo a leggere.
Traspare, infatti, da queste righe, l’impatto per alcuni aspetti drammaticodi uno di noi a contatto con una realtà fortemente connotata da una notevolepovertà materiale sofferta dalla popolazione, che sconfina, purtroppo, anchenella miseria di alcuni suoi comportamenti .
La novità dei luoghi, la bellezza della natura riescono solo in parte amitigare lo sconcerto e il senso di amarezza che possiamo cogliere nell’analisitratta da questa esperienza.
Ringrazio di cuore Stefano a nome di tutti i Soci dell’Associazione per l’opportunità di analisi e di riflessione offertaci con questo suo scritto.

Michele

MOZAMBICO, AFRICA
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Il 20 agosto scorso, scendendo all’aeroporto di Maputo, ho messo piede per la prima volta nell’Africa sub-sahariana. Avevo un appuntamento con Carlito, meccanico di 26 anni che lavora presso il Centro Lar-Nueva Esperança della città di Matola, gestito dal Servo di Maria padre Pietro.
Il mio immaginario sul continente è andato subito in crisi nel ritrovare un clima piuttosto fresco, quasi freddo. Disponevo solo di un leggero golfino di cotone; allo stesso modo, le poche convinzioni che avevo portato con me sono state del tutto insufficienti ad orientarmi in una realtà tanto diversa da tutto ciò che conoscevo e immaginavo.
Una visita di poche settimane non consente di fare grosse analisi né di esprimere fermi giudizi. Quello che mi ripropongo, in seguito alla breve esperienza in Mozambico, è il tentativo di intrecciare in un tessuto di significato le impressioni acquisite.

Sono tornato con una valigia piena di batik e di figure in ebano e con molta tristezza.
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Ho soggiornato per diversi giorni a Matola, vecchio centro residenziale portoghese a pochi chilometri dalla capitale, e ho visitato Nampula e Lichinga nel nord, facendo un paio di escursioni a Ilha de Moçambique e sul lago Niassa.

Il Lar-Nueva Esperança di Matola è gestito da un padre servita italiano, Pietro, che i mozambicani chiamano Frei Pedro. Al Lar ci si prende cura di decine di bambini privi di mezzi materiali, orfani o figli di famiglie molto povere. In funzione dell’età, i bambini vengono mandati a scuola, vengono nutriti e formati e viene loro insegnato un mestiere.
Il Lar appare una piccola oasi di ordine dentro un mare di tensioni sociali. Il Mozambico importa quasi tutto dall’estero, a partire dai generi alimentari, i cui prezzi non sono molto diversi da quelli europei. Per sopravvivere il mozambicano deve quindi garantirsi i soldi per acquistare i beni di prima necessità ma, in questo paese, la stragrande maggioranza della popolazione non ha un lavoro regolare. Le persone vivono nell’economia informale e per molti di loro l’unica maniera per racimolare qualche soldo è il furto.

Nelle città si percepisce un clima di violenza, in cui ciascuno è solo nel tentativo di procurarsi qualcosa per mangiare.

Si ha la sensazione che non esista la società ma solo moltitudini di persone che si incrociano nel disperato tentativo di sopravvivere. Anche la famiglia, nucleo costitutivo di tutte le comunità tradizionali, appare estremamente debole. Sono numerosissimi i genitori che, non formando coppie stabili, abbandonano i figli sulla strada o, nella migliore delle ipotesi, li lasciano alle cure di qualche parente.

Sembra che lo sforzo fatto dal FRELIMO, partito che da sempre governa il Mozambico, di “modernizzare” il paese, abbia sortito l’effetto di distruggere, nel giro di pochi anni, le strutture sociali tradizionali, senza riuscire a sostituirle con strutture adeguate alla modernità che il governo vorrebbe introdurre.
Perché, se risulta abbastanza facile distruggere un equilibrio sociale attraverso l’adozione di un’economia liberista, il cui messaggio implicito è che ognuno deve “correre” da solo, molto più difficile è cambiare un sistema di valori, di miti e di riti, di cui ciascun africano è portatore come elemento fondante della propria identità e delle oramai deboli, ma pur sempre fondamentali, relazioni tra le persone.
Questo elemento è alla base anche delle difficoltà di andare oltre a conversioni molto superficiali alle grandi religioni monoteiste, nonostante chiese e moschee siano presenti in tutte le regioni del paese. A detta dei missionari stessi, le conversioni risultano motivate più dalla speranza di emancipazione economica che dall’adesione sincera ai valori di Cristianesimo e Islam.

Il 1 settembre sono stato testimone di una grande manifestazione contro l’aumento del prezzo del pane. Una protesta senza leader, esplosa spontaneamente, diffusasi via sms e le cui origini profonde vanno individuate nella condizione di disoccupazione, fame e disperazione della grande maggioranza della popolazione. Secondo i dati ufficiali, negli scontri sono morte dieci persone e si sono contati centinaia di feriti. La prima dichiarazione del presidente è stata:” la povertà del Mozambico sta nella testa della gente”.

Pare evidente “l’incomprensione” di un presidente e di un’elite, imbevuti di valori occidentali, che non riescono più a comprendere né a dialogare con la grande massa della popolazione mozambicana, estranea a quei valori, e che cerca di tenersi ancora aggrappata alla propria storia. La “povertà” di cui parla il presidente Guebuza altro non è che la ricchezza e la nostalgia della popolazione nei confronti della propria tradizione. Un estremo tentativo di conservazione della propria identità.
Una nostalgia che si manifesta in maniera molto pratica, nell’incapacità o nell’estrema difficoltà dei mozambicani di sopravvivere con un sistema di regole che è il prodotto delle storia secolare dell’Europa e che, probabilmente, l’africano intuisce essere un tentativo di colonialismo culturale, molto più raffinato di quello praticato nel Novecento.
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Nelle aree periferiche, dove il modello economico liberista è meno invadente, si percepisce un maggior equilibrio nelle relazioni tra le persone e nella società nel suo insieme. Al nord, nella provincia di Niassa, si respira un’aria molto più rilassata. Tutto questo, ovviamente, non significa che la vita scorra idilliaca, significa però, ad esempio, che si ruba di meno, che si può passeggiare con maggior tranquillità e che se un africano ti avvicina non è detto che cerchi solo del denaro ma che potrebbe essere mosso da curiosità o da sincero interesse.

A rendere la situazione del paese ancora più sconfortante poi, è un’altissima mortalità dovuta alla malaria e ad altre malattie tipiche dei luoghi dove la malnutrizione è molto diffusa, al punto che, pur essendoci un’alta percentuale di sieropositivi, l’aids non sembra rappresentare una grande preoccupazione, considerato che spesso la gente muore a causa di malattie molto più banali. Il fatalismo dei mozambicani viene così rivestito da quelle che noi europei chiamiamo superstizioni oscurantiste ma che, agli africani, consentono di dare una spiegazione dei fenomeni che costituiscono la normalità del loro vivere e del loro morire.
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Se il modello liberista pare non interessarsi granché alle devastazioni sociali che esso stesso introduce e se la cultura africana è incapace di affrontare le contraddizioni tra nostalgia per la tradizione e bramosia per gli oggetti di consumo che la modernità promette, tra i pochi soggetti che affrontano in termini pratici e di elaborazione culturale tali contraddizioni, sembrano esserci i missionari.
Portatori di un sistema di valori differente da quello delle popolazioni indigene ma altrettanto fermi nella critica al modello liberista, lavorano nel tentativo di costruzione di una cultura comunitaria, libera da quei bisogni materiali che degradano la vita dei poveri. Io penso che questo sia il grande valore che l’esperienza di Frei Pedro ci insegna.

Venezia, Autunno 2010

Metangula


Nella foto sottostante l'uomo assediato e circondato è Stefano (per chi non lo conoscesse).




domenica 7 novembre 2010

Ultime dall'Albania!

Carissimi, anche questa volta abbiamo letto con gioia la vostra comunicazione. Ci sentiamo in sintonia e un pò lusingate dalle vostrec onsiderazioni. Al futuro pensiamo con la speranza e la fiducia di poter aiutare a migliorare le condizioni di indigenza dei nostri fratelli e siamo certe che la Provvidenza si fa sempre strada. Riguardo ai progetti futuri siamo con il cuore e la mente aperti per poter individuare su cosa porre la nostra attenzione e concretizzare.
Grazie anche a voi che ci aiutate e incoraggiate. Vi assicuriamo il ricordo fatto di amicizia, stima, preghiera e tanta passione per la missione. Grazie delle chiare spiegazioni per essere aggiornate e informate sui vostri progetti e servizio nel mondo. Per il periodo natalizio per ora sappiamo di certo che sr Giovanna verrà, mentre non abbiamo altre notizie.
Inviamo in allegato la traduzione richiesta.

Con affetto per la comunità di Ishull Lezha sr Gemma
La comunita di Ishull Lezhe
Da p. Pietro Andriotto, nostro "referente" in Mozambico, evidenziamo una partedella sua ultima lettera che ci sembra degna di essere posta alla nostra attenzione:

"Anche da noi la situazione è sempre più difficile e noi siamo tornati ad avere problemi di alimentazione, il poco lusso che ci avevamo dato di pensare anche a qualche cosa d’altro ora ci ha fatto un po’ tornare indietro. Esiste molta fame. Purtroppo e sembra assurdo, ma è così. La fame viene non perchè non ci sono prodotti, ma perchè costano troppo per comprarli, si incontra tutto ma bisogna avere i soldi per comprarli. E’ così che va questo benedetto chiamato “terzomondo”. E le ultime manifestazioni lo hanno evidenziato.
Bene, buona domenica e buon lavoro."

frei pietro

lunedì 25 ottobre 2010

UN "BENTROVATI" DALL'ALBANIA

Carissimi Michele e Annalisa,
bentornati sicuramente arricchiti da nuove esperienze che sono sempre dono di Dio e noi li accogliamo per farne un servizio gioioso e fecondo di bene. Per voi e per gli amici una bella notizia: il pozzo è "quasi finito". Per evitare ritardi e difficoltà abbiamo anticipato 2.000,00 Euro così voi potete inviarli con calma. E' una notizia che di sicuro rallegrerà quanti hanno contribuito, noi possiamo assicurarvi che è un lavoro fatto con competenza e amore. A nome della famiglia trasmettiamo il grazie sincero e riconoscente, a nome nostro vi assicuriamo la preghiera perchè il Signore ricompensi con la Sua benedizione la generosità e l'attenzione per le necessità dei fratelli. Sono coscente che non ho risposto alla domanda chi erano e da dove erano i giovani che ci hanno aiutato durente l'estate. Chiedo scusa, ma è stata causa della fretta. I giovani erano appartenenti alla ONG "Amici dei popoli" con sede a Bologna, fanno volontariato in diverse missioni nel mondo. L'associazione organizza corsi di formazione a secondo dei luoghi destinati e in collaborazione con le realtà svolgono attività programmate a servizio dei ragazzi o altro. Lavorano con noi da qualche anno e quest'anno il gruppo era formato da 11 giovani provenienti da Foligno, Bologna, Bergamo, Treviso, Padova ecc. Grazie a loro aiutati dai nostri giovani abbiamo offerto ai ragazzi due settimane ricche di giochi, attività con contenuti formativi e tanta tanta gioia di stare insieme. Con la vostra venuta qui tra noi possiamo continuare lo scambie e l'arricchimento reciproco.

Per ora vi salutiamo rinnovando il nostro grazie riconoscente.

Sr Aurelia, Sr Marisa, Sr Gemma
La comunita di Ishull Lezhe











NOTIZIARIO N°18

Care/i Socie/i,
trascorso il periodo estivo, contrassegnato principalmente dai viaggi-esperienze presso le Missioni dei Servi di Maria e dal subitaneo impegno, meno prosaico ma comunque altrettanto importante e impegnativo delle “bancarelle di solidarietà” per la raccolta dei fondi da destinare ai prossimi progetti, è finalmente giunto il momento di fornire, con il presente Notiziario, informazioni sulla vita della nostra Associazione.

Ecco le informazioni più significative:

1-Viaggi e micro-progetti: come è già a vostra conoscenza dai Notiziari precedenti , Mirella si è recata in Albania durante i mesi di Giugno e Luglio, Stefano tra Agosto e Settembre è andato in Mozambico e Annalisa e Michele, sempre tra Agosto e Settembre, in Tamil Nadu (India). Ci pare di poter dire che tutto si sia svolto, complessivamente, in maniera positiva . I Soci hanno trascorso un periodo interessante e stimolante presso le Missioni dei Servi dove si sono recati, i vari micro- progetti sono stati verificati e si sono presi i necessari contatti per dare seguito e continuità , nel prossimo futuro, all’attività che unisce, attraverso i micro-progetti, la nostra Associazione alle varie realtà di marginalità sociale presenti nelle Missioni stesse.
Per quanto concerne le considerazioni e le riflessioni di ciascun Socio, invieremo, appena ciò ci sarà possibile, le considerazioni che Stefano, Mirella, Annalisa e Michele hanno elaborato durante la loro esperienza “missionaria”.

2-Nei giorni 10-11-12 Agosto, Annalisa e Michele sono stati a Loreto in veste di ospiti presso il Convegno del Regnum Mariae. In questa circostanza, grazie all’interessamento della Socia-Consigliera Margherita Palazzi, si è concretizzata la possibilità di presentare il profilo e le caratteristiche operative dell’Associazione. Con le accoglienti e disponibili “sorelle” del Regnum Mariae, incontrate nell’occasione, si è avviato un dialogo ed un cammino di reciproco sostegno, aiuto e di condivisione. Simpatico e piacevole il breve incontro con p. Angel , Priore Generale. Inoltre, considerata la vicinanza di Loreto a Montefano, Annalisa & Michele hanno fatto visita al Centro Studi Biblici “G. Vannucci”, dove hanno avuto l’opportunità di conoscere i teologi p. Maggi e p. Perez, che li hanno accolti con grande simpatia e disponibilità, lasciando intuire di conoscere già la nostra Associazione (Siete de“Sulle orme dei servi? Sappiamo…..sappiamo…..”).

3- P. Paolino Baldassarri a Venezia: grazie alla complicità dell’amico Alberto Pistoni di Pesaro e alla fraterna accoglienza di p. Carlo e p. Luciano della Comunità dei Servi di Sant’Elena di Venezia, è stato possibile incontrare, per l’intima gioia delle persone convenute, p. Paolino Baldassarri, “icona missionaria” dei Servi di Maria, da oltre 50 anni divulgatore evangelico in Brasile . Per circa due ore p. Paolino ha iniettato nel sangue dei convenuti, attraverso la narrazione della sua vita“avventurosa ed eroica”, forza, energia, determinazione nell’impegno verso i più deboli, i poveri, gli “affamati di giustizia”. Non per nulla per ben quattro volte il Governo brasiliano lo ha proposto per il Premio Nobel per la Pace, a ragione della sua lotta per la difesa della foresta amazzonica e dei diritti degli indios suoi abitanti, cause per le quali ha affrontato ogni tipo di rischio e di minaccia.
Purtroppo il pessimo tempo e la pioggia forte ed insistente che hanno caratterizzato tutto quel Sabato pomeriggio, hanno obbligato molte persone, con grande rammarico, a rinunciare all’incontro. Ma quel gruppo di persone che non ha desistito, ha certamente visto ottimamente remunerata la scelta di essere presenti all’incontro. Ci fa piacere citare, tra gli altri convenuti, la presenza dei Soci Mirella e Lucia provenienti da Vicenza e Pietro da Padova che, sfidando le intemperie, non hanno comunque voluto mancare a questo appuntamento.
Una considerazione: a soli due chilometri in linea d’aria si svolgeva la liturgia festaiola del “festival del cinema “ al Lido di Venezia. Attori famosi, sorridenti, belli, eleganti, ammiccanti, ammirati ed osannati, facevano esibizione di loro stessi come pavoni che fanno “la ruota”. Eroi, sì, ma di celluloide e del miglior “gossip”. E’ invece P. Paolino, dal fisico minuto, col viso smagrito, i radi capelli, con la sua tonaca dimessa, con le sue 85 primavere, i segni di quasi 80 “malarie” patite e sofferte nella regione amazzonica, la vita segnata da ogni rinuncia per il bene altrui, il vero e autentico eroe. Merito anche e sopratutto del “suo” Regista, ben diverso da quelli degli “eroi di celluloide”, nella cui “direzione” p. Paolino ha avuto fiducia e da cui ha tratto energia, forza e coraggio.


4- I Soci Annalisa V. e Marco Minato hanno abbondantemente caricato l’auto, quella del Presidente, (strapiena da rischiare un eventuale e giustificato “ritiro patente”) di giocattoli, vestitini, e una discreta quantità di articoli vari per la prima infanzia per il C.A.V. (Centro Assistenza alla Vita) di Mirano (Ve). Se alcuni Soci dell’Associazione sono in contatto con altri C.A.V. sarà per loro utile sapere della possibilità di effettuare altri “rifornimenti”da parte della nostra Associazione. Diverse persone, per lo più mamme, a conoscenza della nostra attività, periodicamente riforniscono Annalisa di articoli per l’infanzia: all’occasione parte di questi articoli vengono portati presso le Missioni dei Servi e delle Serve di Maria alla volta dei viaggi dei Soci, e parte può essere distribuita presso i vari C.A.V. che eventualmente lo richiedessero.


5- Entro breve verrà spedito l’ultimo numero di “Le Missioni dei Servi”, nel quale dovrebbero comparire gli articoli di Margherita, Annalisa e Michele sulle loro esperienze in India. Poiché non tutti i nostri Soci sono lettori di questa rivista, a breve invieremo, tramite e-mail, i testi di tali articoli. Un’osservazione: Michele ha scritto per l’occasione un articolo piuttosto lungo. Pochi, certamente, avranno il coraggio e la costanza di arrivare al termine dello scritto. Un elemento però potrebbe stimolare il pervenirne al termine. La parte finale che compare nell’e-mail non trova riscontro in quella pubblicata su “Le Missioni dei Servi”, in quanto non è stato ritenuto il caso di pubblicarla. Chiediamo che proprio su queste ultime righe ci possa essere, per chi lo ritenga opportuno, la possibilità di analisi, confronto e approfondimento tra noi: la nostra Associazione, cosa utile a ribadirsi, non verte solo sul “fare”, ma anche e soprattutto su idee e valori che ispirano l’azione e l’attività del “fare”. Chiediamo, a chi darà il proprio contributo di analisi e di approfondimento, il previo consenso alla pubblicazione sul nostro blog (vedi punto seguente).

6- Grazie al decisivo apporto “tecnico” della nostra giovane e abile Socia Erica è stato possibile dare inizio, nel mese di Agosto, al nostro blog: http://ormedeiservi.blogspot.com . Come potrà constatare chi vi “accede”, siamo proprio agli inizi di questo “percorso”. Invitiamo tutti ad accedervi e a inserirsi come “followers” (già 9 tra noi hanno eseguito tale operazione). Per chi non avesse il “know-how” sufficiente, inseriamo, in appendice a questo Notiziario, alcune informazioni che potrebbero risultare utili.

Perché il blog?
Perché ci mette in grado di comunicare l’un l’altro, complici le vicissitudini e le attività svolte dal nostro “comune denominatore” che è l’Associazione, e ci consente di esporre e suggerire le nostre idee, convincimenti, riflessioni, proposte, analisi dei fatti, critiche.
Perché mette in comunicazione diretta persone dalla diversa sensibilità, esperienza, “visione del mondo”, sia che si tratti di un laico, di uno “scettico”, sia di un “credente” e di un appartenente alle sue varie “articolazioni” della Famiglia dei Servi di Maria (Ordine Secolare, Diaconie e Regnum Mariae).
Perché ci mettiamo in maggiore sintonia con il nuovo modo di comunicare, quello delle future generazioni, consentendoci di superare l’arretratezza sempre più evidente di certe riviste e bollettini.
Perché ci mette in contatto con la realtà che riguarda il mondo intero.

7- Bancarelle per la raccolta fondi. Sono state già effettuate tre “bancarelle di solidarietà”. A Dolo, Domenica 12 Settembre, alle festa annuale dell’Associazione “Il Portico”, a Sant’Elena di Venezia il 18 e 19 Settembre e a Stra Domenica 10 Ottobre. Ci riteniamo abbastanza soddisfatti, specialmente per il risultato della manifestazione di Dolo. A Venezia ci ha penalizzato il tempo decisamente avverso che nella giornata di Sabato 9 ha impedito l’effettuarsi della bancarella nell’usuale posto di fronte alla laguna. Abbiamo ripiegato nel chiostro del convento, vicino alla sala dove ci siamo incontrati con p. Paolino, ma l’afflusso di persone era assai contenuto (vedi al punto 3) . Il giorno dopo, tuttavia, Venezia ci ha regalato la bellezza del suo splendore in una giornata dove il sole ha compensato il freddo, la pioggia ed il vento del giorno prima ed i “risultati” non si sono fatti attendere. Risultati validi ma non eccelsi si sono ottenuti Domenica 10 Ottobre alla Sagra di Stra: il perché di questo non è difficile da capirsi, in considerazione della crisi economica che affligge attualmente tante persone e tante famiglie.
Tuttavia, accanto ai risultati “della cassa”, non vanno sottaciuti altri importanti elementi: l’interesse di parecchie persone che hanno sostato innanzi alle foto dei nostri micro-progetti, chiedendo chiarimenti, delucidazioni e approfondimenti. Inoltre la soddisfazione di proporre oggetti artigianali assai piacevoli e originali e a ottimi prezzi, cosa unanimemente riconosciutaci da quanti hanno sostato presso le nostre bancarelle. Ultimo, ma non ultimo, l’impegno generoso di tanti Soci che hanno contribuito alla buona realizzazione di queste manifestazioni associative, che giustamente è doveroso citare: Enrico, Erica, Roberto, Isabella, Sergio, Margherita, Patrizia, Annalisa, Marco, Mirella. Da sottolineare la buona prestazione di Michele, il Presidente, che si è sempre positivamente distinto nel compito del trasporto logistico di pesi di varia dimensione, quali valigie, sedie, tavoli, gazebi, e quant’altro .

8- In data 19 Settembre si è tenuto un Consiglio Associativo, durante il quale è stato approvato l’ingresso e l’iscrizione al Libro Soci delle seguenti persone: Sigg.re Sartori Bruna (Mestre), Zanlungo Albarosa (Castagnole di Paese- Treviso),Valentina Simionato (Mirano-Ve), Silvia Curiel (Città del Messico), Rosanna Marchionni (Pesaro), Milandri Paola (Cesena), Liliana Lipone (Udine), Lucarini Arnalda (Ancona), Nobile Maria (Taranto), Blasi Anna (Taranto), Di Giorgio Margherita (Pesaro), Bevilacqua Anita (Ancona) e dei Sigg.ri Bortoluzzi Beppino (Forno di Zoldo-Belluno), Lazzaris Cristian (Forno di Zoldo-Belluno), Enrico Bettella (Padova) e Proni Roberto (Scandicci-Firenze). A loro un fraterno saluto di benvenuto. Con queste ultime iscrizioni l’Associazione “Sulle orme dei Servi-verso il mondo” annovera, ad oggi, 75 Soci .

9- Manca ancora un po’ di tempo al periodo natalizio. Se a qualcuno venisse in mente di fare qualche regalo davvero originale e a buon prezzo, lo preghiamo di “prenderci in buona considerazione” e di contattarci!! Nei nostri scaffali: Pashmine indiane, articoli di lana alpaca boliviana, oggettistica indiana e africana, tra cui straordinari batik, “chiacchierini” albanesi e tanto altro ancora.

Un grazie a tutti per l’attenzione serbata a questo Notiziario.
Un cordiale a risentirci.


Michele


SCHEDA PER ACCEDERE AL BLOG


1- Come “entrare”. Semplicissimo. Una volta collegati ad internet, si vada alla tendina dei vari siti e si digiti : http://ormedeiservi.blogspot.com . Si tratta, come si può notare, della stessa operazione per inserire un nuovo sito, evitando però di comporre il www. relativo.

2- Occorre poi, per chi ne sia sprovvisto, creare un “account”. Per far questo è necessario entrare nel blog stesso e cliccare su “accedi”, funzione (scritta in azzurro) che si trova in basso a destra appena sotto le icone dei follewer. Seguire poi, con un po’ di pazienza, le istruzioni.

3- Una volta creato l’”account” si possono inviare dei “commenti” (il blog è fatto essenzialmente per questo). Ecco la serie di operazioni da eseguire:
Entrare nel blog.
Cliccare su commento
Selezionare il profilo del proprio account
Click su “posta commento”
Inserire la propria e-mail e la relativa password.
Scrivere la parola “di prova”, poi fare click su posta commento.
Ri-scrivere ancora la parola “di prova” e fare click su posta commento.
Il commento è stato pubblicato.

Considerazioni: se vi ho fatto venire inutilmente il mal di testa , è più opportuno appoggiarsi ad un amico e/o conoscente che si intrighi già di questa materia e lasciatelo fare.

In bocca al lupo!

Michele

sabato 9 ottobre 2010



Ecco cosa ci racconta Piero, un nostro socio, dell'incontro con Padre Paolino Baldassarri.

E' stato un vero piacere partecipare all'incontro con Padre Paolino e conoscere così una persona eccezionale, veramente "un piccolo grande uomo".
Una persona che ha fatto della propria vita una missione, un esempio per tutti noi.
Ben vengano altri incontri così che alimentano la speranza, come diceva padre David Maria Turoldo "a crederci, gli uomini fanno miracoli".

Ciao e alla prossima.
Piero




mercoledì 8 settembre 2010

Dal Monastero di Celaja, Suor Lucia ci scrive.

Con l'occasione, un caro saluto. Michele



Ave + María
Celaya, 27 de agosto del 2010

Stimato Signor Michele, un cordialísimo saluto da parte di tutte noi, a Lei, Annalisa e a tutti i Membri dell’Associazione.
Le Sorelle hanno incominciato a pregare per voi giá dalla settimana passata e ora vi pensiamo al calore dell’India, calore climatico e calore del cuore. Siamo a conoscenza della meravigliosa opera che da anni porta avanti Suor Rita, della Congregazione delle Serve di María dell’India e vi siamo riconoscenti per tutto quello che potrete fare per lei e i suoi infermi, grazie, grazie.
Siamo tanto contente della vostra Associazione, stimiamo tutti i suoi componenti e a Lei, come responsabile, vogliamo raccomandarli perché possa sentirsi fiero di tutti loro, al di lá di tutte le fragilitá umane che in tutte le parti esistono. Il bene che compiono vorremmo che lo sperimentassero tutti quelli che si trovano in particolari difficoltá e si rivolgono a voi. Chissá se un giorno potrete aprirvi anche al di fuori della nostra Famiglia? Sempre “Sulle orme dei Servi”.
Abbiamo letto e visto le foto inviate circa il progetto del pozzo in Albania, grazie, impressionante per me il lavoro di scavo a mano, per le altre Sorelle meno perchè anche qui funziona molto la “macchina” delle braccia. Non finiremo di ringraziare il Signore per tanti benefici e ringraziare voi per essere suoi strumenti per il bene di tanti fratelli sparsi per il mondo.
Noi stiamo bene,il nostro lavoro segue abbondante, io dico che con la “Josefina” si va a cento all’ora (“la Giuseppina”, cosí abbiamo battezzato la maquina bordadora perchè é stata benedetta e inaugurata il giorno 1 di maggio, festa di San Giuseppe lavoratore).
Lunedí 26 sono iniziate le scuole, il lavoro fatto anteriormente é stato quello di bordare lo scudo nelle divise scolastiche, que questo anno Bicentenario della Indipendenza, devono portare la immagine di uno degli eroi della Indipendenza. Le mamme sono state contente per il buoni prezzi del lavoro. Il tempo di primavera-estate é il tempo delle prime Comunioni e dei Matrimoni, abbiamo realizzato dei bellissimi tovaglioli-ricordo, inoltre altri lavori vari fra i quali, sempre a motivo del Bicentenario, un costume da ballo pieno di fiori, tipico del Yucatán.
Non abbiamo notizie della iniziativa delle Suore di Chioggia residenti in Córdoba, peró stiamo pregando perchè si realizzi il proggetto e cosí possiamo rivederci qui in Celaya.
Grazie ancora per tutto il bene che fate e siate certi, signor Michele, Annalisa e tutti i Membri dell’Associazione, del nostro costante ricordo nella preghiera. Che Santa María di Guadalupe vi protegga e vi ottenga dal Signore abbondanti benedizioni.
Con affetto e gratitudine.

Suor María Lucía e Sorelle, monache Serve di María